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Spazio, l’Italia inaugura il 2025 mandando in orbita IRIDE e LuGRE. Valente (Asi): “Un anno che si apre sotto il segno della Luna”

Il nuovo anno si apre davvero sotto i migliori auspici per la Space industry italiana, che lancia in orbita sia il primo microsatellite della costellazione tricolore IRIDE, sia il ricevitore di navigazione satellitare di ultima generazione LuGRE.

L’Italia si ritaglia un posto di rilievo nello Spazio, in orbita il primo satellite della costellazione tricolore IRIDE

In tempi di gara intercontinentale per chi arriva non più primo, ormai il podio più alto è stato già assegnato, ma ben piazzato, la notizia del lancio del primo satellite della costellazione nazionale IRIDE – Pathfinder Hawk for Earth Observation (HEO) è davvero una buona notizia.

Il dispositivo è giunto in orbita attorno alla Terra dopo il liftoff di stanotte a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX, dalla Vandenberg Space Force Base, in California.

Voluto dal Governo italiano, il programma IRIDE sfrutta le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), finanziato dall’Unione europea, insieme a fondi del Piano Nazionale Complementare italiano. L’ampliamento della costellazione è frutto della stretta collaborazione tra l’Agenzia spaziale europea (Esa) e l’Agenzia spaziale italiana (Asi).

Il lancio è stato salutato come un grande successo per l’intero ecosistema spaziale nazionale, anche dalla Premier Giorgia Meloni ad Abu Dhabi in occasione del World Future Energy Summit: “Un risultato che consolida la leadership dell’Italia nel settore spaziale e testimonia l’efficace utilizzo dei fondi del Pnrr. Grazie alla collaborazione di Argotec e SpaceX, compiamo un ulteriore passo avanti nel settore dell’osservazione della Terra, nella tutela ambientale e nella prevenzione dei rischi naturali. Un successo che sottolinea il ruolo cruciale delle aziende italiane nell’innovazione e nel progresso scientifico, proiettando la nostra nazione sempre più nel futuro della ricerca spaziale e della sostenibilità“.

Valente (Asi): “Italia conferma leadership tecnologia e scientifica nell’osservazione della Terra”

Pathfinder è un prototipo del sistema satellitare IRIDE, che sarà composto da sei costellazioni progettate per fornire informazioni per una vasta gamma di servizi ambientali, di emergenza e di sicurezza per l’Italia. La costellazione Hawk, sviluppata dall’azienda italiana Argotec, fornirà dati per migliorare i servizi di monitoraggio costiero e marittimo, la copertura del suolo e i servizi di emergenza e sicurezza per l’Italia.

Il satellite è destinato a collaudare il percorso della costellazione IRIDE, programma frutto della visione strategica del Governo italiano, che ha fortemente voluto e finanziato questa infrastruttura nell’ambito del Pnrr, ribadendo l’impegno del Paese nella ricerca e nell’innovazione. Grazie al coordinamento dell’Esa e dell’Asi, e alla collaborazione dell’industria nazionale– ha dichiarato il presidente dell’ASI Teodoro Valente – l’Italia conferma il proprio ruolo di leadership tecnologica e scientifica nell’osservazione della Terra e IRIDE sarà strumento fondamentale per affrontare le sfide globali del nostro tempo”.

Il satellite Pathfinder Hawk in orbita segna un traguardo molto importante per il programma IRIDE, di cui siamo orgogliosi di far parte – ha dichiarato Simonetta Cheli, direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell’ESA – mi congratulo con Argotec e attendo con entusiasmo i prossimi sviluppi che vedranno la costellazione crescere ed evolversi nel corso dell’anno”.

Entro la fine di quest’anno, come spiegato sul sito dell’Agenzia spaziale italiane, saranno lanciati altri nove satelliti Hawk, seguiti da ulteriori 15 entro giugno 2026, ma già le prossime settimane saranno fondamentali per l’ottimizzazione del satellite e per garantire il corretto svolgimento delle operazioni.

Le costellazioni sono dotate di tecnologie satellitari specifiche: dai radar agli strumenti ottici, fino a quelli iperspettrali e multispettrali. Pathfinder utilizzerà uno strumento simile a una fotocamera per acquisire immagini con una risoluzione a terra di soli tre metri.

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