Iniziativa congiunta dell’Agenzia spaziale europea e dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni per la gestione efficace e responsabile dello spettro delle radiofrequenze per i sistemi satellitari.
Alla conquista del cielo: una risorsa scarsa da sapere gestire in maniera equa, sostenibile e sicura
Lo sviluppo delle telecomunicazioni satellitari nell’era della nuova corsa allo spazio sarà caratterizzato da innovazioni tecnologiche, una maggiore accessibilità e una crescente competizione tra operatori pubblici e privati.
Già oggi osserviamo una crescente competizione tra costellazioni di satelliti nella bassa orbita terrestre (Leo), ad esempio tra Starlink di SpaceX, OneWeb e Amazon Kuiper, ma entro il 2030 secondo uno studio pubblicato da Goldman Sachs Research (GSR) sono attesi altri 70 mila lanci di satelliti.
Questo ci impone di pensare fin da subito ad un quadro di regole finalizzato alla mitigazione di una serie di criticità su scala globale, per un uso sostenibile ed efficiente delle limitate risorse di comunicazione satellitare.
In sostanza, c’è da garantire che lo spettro delle radiofrequenze per i sistemi satellitari sia utilizzato in modo responsabile ed efficace, perché risorsa classificata ‘scarsa’ e in qualche modo da considerare bene comune.
L’accordo di collaborazione tra Esa e Itu
Per questo l’Agenzia spaziale europea (Esa) e l’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Itu) hanno avviato un’iniziativa congiunta per garantire un uso sostenibile ed efficiente dello spettro, migliorare le misure di mitigazione contro le interferenze dannose nei sistemi satellitari, sviluppare tecnologie di monitoraggio basate sullo spazio e aumentare lo scambio di informazioni e competenze.
“Innovazione e normative sono essenziali per facilitare e preservare l’accesso alle risorse dello spettro orbitale libere da interferenze dannose“, ha affermato Mario Maniewicz, direttore dell’Itu Radiocommunications Bureau, aggiungendo: “Questo accordo è il primo passo verso una serie di sforzi congiunti Esa-Itu per garantire la sostenibilità dei sistemi di radiocomunicazione spaziale“.
“Promuovere l’uso responsabile dello spettro è fondamentale per garantire la vitalità dei nostri operatori e, in ultima analisi, il servizio fornito ai loro clienti“, ha affermato Laurent Jaffart, Direttore di Connettività e Comunicazioni Sicure dell’ESA. “Insieme a ITU promuoveremo l’importanza di garantire la sostenibilità di questa risorsa limitata e preziosa – ha aggiunto il Direttore – e collaboreremo per stabilire buone pratiche per il suo uso responsabile a beneficio della società e delle aziende”.
L’iniziativa, che rientra tra gli obiettivi delle Nazioni Unite nell’ambito dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ribadisce l’importanza della trasparenza e della creazione di fiducia nelle attività nello spazio extra-atmosferico.
Un futuro di telecomunicazioni satellitari e terrestri sempre più integrate
I satelliti sono già oggi una tecnologia chiave per garantire connettività e internet a tutti nel mondo, indipendentemente dal posto in cui si vive, si lavora, o che si sta attraversando per qualsiasi motivo. I satelliti connettono tutti a tutto, integrando anche le reti terrestri mobili (4G e 5G), senza subire limitazioni o blocchi di origine naturale, come montagne o aree rurali lontane dalle infrastrutture di rete.
Non solo, i satelliti hanno natura dual use, quindi sono impiegati sia in ambito civile, sia militare, con una crescente importanza in ambito commerciale.
Ci sono però dei problemi tecnici. Seguendo il ragionamento di GSR, per consentire a una popolazione considerevole di utilizzare le comunicazioni satellitari LEO contemporaneamente, sono necessari più satelliti per garantire velocità e larghezza di banda sufficienti per ciascun utente. Ad esempio, se un singolo satellite fornisce 960 gigabit al secondo di larghezza di banda e trasmette dati a una velocità di circa 100 megabit al secondo, ci vorrebbero circa 460.000 satelliti per coprire metà della popolazione mondiale.



