Le proiezioni geopolitiche sulla sponda meridionale del Mar Mediterraneo, in particolare nel confronto tra Algeria e Marocco sono sempre più ricche. All’esportazione delle risorse naturali, dunque dal controllo sulle linee di comunicazione globali e terrestri si è infatti aggiunto il dominio spaziale. Le ultime scelte di Rabat, in particolare sull’acquisizione di satelliti radar, tra cui il sofisticato Ofek 13, rischiano da dare alla Monarchia una posizione sempre più centrale nella regione.
Satelliti e Mediterraneo del Sud
Storicamente il Mar Mediterraneo è sempre stato un luogo di connessioni e interconnessioni, come hanno dimostrato negli anni Marocco e Algeria, proiettate sulla sua sponda meridionale.
Questo confronto geopolitico regionale si è evoluto negli anni, seguendo le principali linee guida dei conflitti. Dal possesso delle risorse naturali, fino al controllo delle catene del valore legate alle infrastrutture IT.
Non avere delle proiezioni nella dimensione cibernetica è indice di debolezza strutturale che può fornire al ‘nemico’ grandi vantaggi relativi. Investimenti continui e cooperazione nel settore, viceversa, possono contribuire al confronto per l’egemonia regionale. Da qui, le proiezioni stesse e il controllo sul Mar Mediterraneo, verso l’Europa.
Differenze e tensioni
Sin dalle rispettive indipendenze (il Marocco da Spagna e Francia nel 1956 e l’Algeria da Parigi nel 1962) questi due Stati – confinanti per 2778 chilometri – hanno assunto differenti posizioni ‘ideologiche’.
La Monarchia marocchina, più vicina all’Occidente, mentre la Repubblica algerina si legò all’allora URSS, rimanendo ‘non allineata’ e terzomondista. Ovviamente, come sempre, più che le ideologie a far le differenze sarebbero stati i differenti interessi in relazione allo spazio e al contesto geografico.
Più recentemente i due Paesi, soprattutto dopo la ‘fine’ della Libia unitaria e considerando le prospettive ‘altre’ dell’Egitto (più a est) hanno aumentato le loro tensioni.
Tensioni, che si sono rilanciate in particolare per la questione del Sahara Occidentale. Rabat ne rivendica la sovranità, mentre Algeri sostiene il Fronte Polisario, favorevole all’indipendenza. L’Algeria stessa ha dispiegato sofisticate apparecchiature di controllo militare di fabbricazione russa, con le spese in difesa che sono aumentate – da ambo le parti – negli ultimi tre anni.
Nel 2021, poi, l’Algeria aveva interrotto le relazioni diplomatiche con il Marocco. Le accuse erano quelle di di ingerenza in Cabilia e spionaggio con tecnologia israeliana. Dal punto di vista tecnologico, in effetti, la Monarchia ha fatto grandissimi passi in avanti e in tempi rapidi.
La nuova postura di Rabat
Le ultime scelte di Rabat, in particolare sull’acquisizione di satelliti radar, tra cui il sofisticato Ofek 13, potrebbero dare alla Monarchia una posizione sempre più centrale nella regione. Lo storico recente è importante.
Dopo i satelliti Mohammed VI-A e VI-B, lanciati rispettivamente nel 2017 e 2018, il Regno del Marocco aveva dimostrato i suoi intenti. Tuttavia, la decisione di dotarsi di tecnologia radar ad apertura sintetica (SAR), capace di operare in ogni condizione atmosferica e a ogni ora, ha elevato il Marocco. E lo ha elevato verso un livello superiore di sorveglianza e deterrenza.
L’analista Hichem Moatadhed ha parlato di “rivoluzione dottrinale”, tanto che il Marocco avrebbe smesso di essere un semplice consumatore di tecnologia. Al contrario, la sua postura sarebbe quella di divenire co-sviluppatore di sistemi di intelligence multilivello. Sistemi messi a punto in collaborazione con colossi come Airbus Defence and Space.



