Conserva: “Investire in algoritmi avanzati, in AI, in capacità di difenderci e di operare nel cyberspace”
Le tecnologie avanzate caratterizzano sempre più la necessità di aumentare la capacità difensiva delle Forze Armate, tra cui l’Aeronautica militare italiana. In occasione dell’audizione in Commissione Difesa della Camera dei Deputati, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare, Generale S.A. Antonio Conserva, ha illustrato quelle che sono ad oggi le priorità strategiche, tra cui c’è l’innovazione tecnologica.
“Oggi controllare lo spazio aereo non significa soltanto far volare i propri veicoli, ma vuol dire anche vedere prima, reagire meglio, comunicare più rapidamente e decidere con precisione”, ha spiegato il Generale Conserva.
Un obiettivo che per esser raggiunto necessità di strumenti tecnologici e competenze digitali, che riguardano le piatteforme di comunicazione elettronica, l’impiego di droni, di soluzioni di intelligenza artificiale e la capacità di raccogliere e sfruttare dati fondamentali per la difesa aerospaziale.
“La protezione del territorio richiede la capacità di impiegare appieno il potere aerospaziale per mezzo di sistemi di comando e controllo all’avanguardia, che rappresentano il cervello e il sistema nervoso centrale dell’aeronautica militare, ma più in generale della difesa.
Elaborare in tempo reale le informazioni raccolte – ha detto Conserva – permette al decisore di scegliere tempestivamente gli strumenti necessari per contrastare la minaccia. Il vantaggio competitivo si gioca sulla velocità”.
“Occorre essere più rapidi nel ciclo di comando e controllo rispetto all’avversario e per questo dobbiamo investire in algoritmi avanzati, in intelligenza artificiale, in capacità di difenderci e di operare liberamente nel cyberspace. Senza un sistema di comando e controllo resiliente, sicuro, integrato a livello interforze e internazionale e agile, è letteralmente impossibile coordinare efficacemente le operazioni aeree e aerospaziali”, ha specificato il Generale.
Lo Spazio nel DNA dell’Aeronautica militare
La sorveglianza, la ricognizione e le comunicazioni in tempo reale a livello globale dipendono sempre più dagli assetti spaziali, dobbiamo potenziare le nostre capacità satellitari per la raccolta di dati intelligence, la navigazione di precisione, le comunicazioni sicuri a banda larga e la gestione delle operazioni remote.
“La dipendenza da sistemi satellitari esterni o non controllati genera vulnerabilità e pertanto investire nello spazio risulta cruciale per preservare il necessario grado di autonomia in questo settore”, ha sottolineato Conserva.
In termini di sorveglianza e difesa aerea, un elemento chiave è il sistema C4ISR.
“Grazie a radar terrestri, sensori avanzati, aerei radar e satelliti, monitoriamo costantemente ciò che avviene nel cielo, con un tracciamento continuo che permette di identificare ogni potenziale minaccia, a cui si affianca la capacità di risposta immediata attraverso sistemi di intercettazione, difesa missilistica e allerta rapida. L’elemento abilitante di questa fondamentale attività è il sistema di comando e controllo, il cosiddetto sistema C4ISR, acronimo inglese che sta per Command, Control, Communications, Computers, Intelligence, Surveillance, and Reconnaissance, ovvero una infrastruttura di comunicazione e informazione che collega in tempo reale i centri decisionali con chi opera sul campo o in cielo”, ha affermato Conserva.
Questo sistema è ciò che ci consente di trasformare i dati in azione, l’azione in superiorità: “In questo contesto – ha precisato il Generale – la capacità di dominare il cyberspazio e di gestire l’ambiente elettromagnetico, oltre che lo Spazio extra-atmosferico è fondamentale. Si tratta di una rete interconnessa a terra, in cielo e nello Spazio e deve essere altamente resiliente, altrimenti rischia di essere facilmente compromessa”.
“Lo Spazio non è più solo una frontiera, è un ambiente operativo a tutti gli effetti, intimamente interconnesso con le dinamiche aeree”, ha aggiunto il Generale in audizione, sottolineando che “l’Aeronautica militare ha lo Spazio nel proprio DNA, essendo esso una naturale estensione del tradizionale spazio aereo, all’interno del quale da oltre un secolo operiamo. Essere padroni del cielo oggi significa non solo difendere il proprio spazio aereo, ma anche poter operare nello Spazio in difesa dei nostri interessi”.



