Follow Us On

Gli hacker criminali mirano al trasporto marittimo e l’Italia è più che mai esposta

Per fronteggiare gli attacchi cyber nel settore marittimo, tra il 2022 e il 2023 i costi sono raddoppiati, raggiungendo una media di 550.000 dollari.

Attacchi cyber contro navi e porti

Tra i principali obiettivi degli hacker criminali si è consolidato il settore marittimo (navi e porti), considerando che circa l’80% del commercio mondiale avviene proprio via mare. Dai 10 attacchi cyber del 2021, si è arrivati ai 64 dello scorso anno.

Tra le frodi più comuni, secondo la BBC, vige il furto della posta elettronica. I criminali informatici utilizzano questa tecnica “per cercare di rubare informazioni sensibili, come i dati di accesso o quelli finanziari“.

Conseguentemente, a causa delle interruzioni della catena del valore, illeciti simili comportano danni simbolici ma soprattutto economici. Crescono infatti le tariffe assicurative, che si ripercuoto sui costi delle merci.

Rischi e opportunità per l’Italia

In questo scenario complesso l’Italia è direttamente coinvolta. Attualmente, infatti, l’Italia è ai vertici del trasporto marittimo globale, per consistenza e volumi di affari, tanto che l’armamento italiano controlla una flotta di 1.353 navi mercantili. Del resto, oltre un terzo degli scambi commerciali italiani su scala internazionale avviene via mare.

Con la digitalizzazione della gestione dei porti, la catena del valore si è arricchita notevolmente, guadagnandone l’intera filiera in termini di efficienza. Tuttavia, dall’altro lato, i Sistemi Portuali italiani si sono esposta ancora di più alle minacce ibride, insieme a quelle cibernetiche.

Conseguentemente, ogni interruzione della catena di approvvigionamento del ‘Sistema Paese’ Italia, che riguardi una nave o il funzionamento di un porto, presenta dei costi altissimi. Non si tratta solo di $550.000 per un attacco o di $3.2 milioni per un riscatto, ma di un potenziale blocco del sistema industriale, con ricadute geo-economiche e dal punto di vista dell’immagine.

Il costo delle tutele

In alcuni casi, a livello globale, è addirittura accaduto che gli hacker criminali abbiano assunto il controllo di tutto il sistema informatico di un’azienda. Entrati in possesso di dati e informazioni sensibili, quasi sempre segue una richiesta di riscatto in denaro (in media, intorno ai 3,2 milioni di dollari).

Per fronteggiare gli attacchi cyber nel settore marittimo, tra il 2022 e il 2023, i costi sono raddoppiati, raggiungendo una media di 550.000 dollari (410.000 sterline).

Difendersi dal jamming e dallo spoofing dei segnali GPS è difficile e costoso, sebbene esistano delle tecnologie “anti-jam” disponibili. Nel frattempo, è emerso un altro punto debole delle navi da carico, ossia il crescente utilizzo di sensori per monitorare le loro emissioni CO₂. Questi sensori spesso trasmettono i dati, offrendo così ai criminali cibernetici un’altra possibile via di accesso e di attacco.

Continua a leggere su Cybersecitalia.it

Related Posts