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Polo Nazionale della Subacquea: al via il primo simulatore degli abissi a -250 metri

Al via il primo simulatore degli abissi a -250 metri. 115 milioni di euro, 76 grandi aziende e 56 università coinvolte.

Una svolta strategica per la Blue Economy e la sicurezza sottomarina

Nel cuore di Seafuture 2025, la più importante manifestazione italiana dedicata alla blue economy e alla difesa marittima, è stato ufficialmente presentato il primo simulatore degli abissi, infrastruttura chiave del Polo Nazionale della Subacquea (PNS). Il Polo Nazionale della Subacquea è situato al largo di La Spezia e sviluppato sotto la guida della Marina Militare, rappresenta un primato europeo e NATO.

La nuova area di test – posizionata a 250 metri di profondità – permetterà il monitoraggio in tempo reale delle tecnologie subacquee realizzate da aziende italiane, università e centri di ricerca. L’obiettivo è ambizioso: costruire una rete infrastrutturale sottomarina capace di mappare e trasmettere dati strategici via terra e spazio, con implicazioni cruciali per la sicurezza e la sovranità nazionale.

Ricerca, filiera nazionale e nuove tecnologie: il modello PNS

A soli due anni dalla fondazione, il PNS ha già attivato 18 bandi per un valore complessivo di 115 milioni di euro (cofinanziati al 50%), coinvolgendo:

  • 76 grandi aziende
  • 175 PMI
  • 56 università e centri di ricerca

Tra i nomi più rilevanti: Fincantieri, MBDA, Elettronica Group (Elt), Saipem e RINA Group. Ma anche aziende del settore automotive che ora lavorano a propulsori per veicoli subacquei.

Una delle realizzazioni più significative è l’adattamento del Flatfish di Saipem, veicolo multifunzione per la rete sottomarina, che verrà equipaggiato con payload e tecnologie 100% italiane grazie al supporto dei bandi del PNS.

“In Italia l’economia del mare vale oltre 216 miliardi di euro, più dell’11% del Pil, e dà lavoro a oltre 1 milione di persone. Porti, shipping, cantieristica, energie offshore e tecnologie subacquee sono pilastri che rendono l’Italia più autonoma e competitiva”, ha detto Mario Zanetti, delegato Confindustria per l’economia del mare.

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