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Cavi sottomarini, in UK rischi economici per 65 miliardi di sterline. Il Rapporto di Westminster

Esistono particolari vulnerabilità intorno alle isole periferiche britanniche, ai cavi militari e al settore finanziario. La tendenza alla concentrazione di quantità critiche di dati in nuovi cavi ad alta capacità creerà una piccola serie di obiettivi di alto valore.

Allarme cavi sottomarini in UK?

I cavi sottomarini britannici sono soggetti a numerosi rischi, almeno secondo l’ultimo Rapporto della Commissione congiunta per la strategia di sicurezza nazionale (NSS) del Parlamento di Westminster. Più di 65 miliardi di sterline dell’attività economica del Paese potrebbero addirittura venir compromessi.

Diverse le minacce riscontrate. Su tutte:

  • gli attacchi portati da entità statali estere.
  • Le minacce ibride.
  • I disastri naturali.

Si tratta di minacce “tutte egualmente gravi e pericolose per la stabilità e la continuità operativa delle infrastrutture strategiche subacquee“. A maggior ragione, sottolinea il Rapporto, perché il 99% del traffico dati internazionale in partenza e in arrivo avviene su questi cavi in fibra posati sul fondo dell’Oceano Atlantico e del Mare del Nord.

HM Government, National Security Strategy, 2025, p. 23 Credits

Del resto, per la finanza globale e le relazioni economiche internazionali i cavi sottomarini sono fondamentali. Una rete invisibile di oltre 500 cavi sottomarini trasporta infatti oltre il 99% del traffico dati intercontinentale e supporta l’economia digitale mondiale. Ogni giorno, oltre 10.000 miliardi di dollari attraversano silenziosamente i fondali oceanici.

Sabotaggi diretti

Dal punto di vista politico e geopolitico, una particolare attenzione è stata riservata al ruolo di Russia Cina nei “sabotaggi diretti“.

Mosca è vista con particolare sospetto. La vicinanza geografica e la prossimità ai principali alle infrastrutture in questione, sono infatti valorizzate dalla capacità navale e dalle tradizionali tattiche ibride d’attacco nel tempo dispiegate. In questo caso, il rapporto parla esplicitamente di un attore che rappresenta “un rischio di grave destabilizzazione nazionale” per la Gran Bretagna.

La Cina sarebbe invece maggiormente concentrata sull’Indo-Pacifico ma rappresenta un problema più per le sue crescenti capacità marittime, messe potenzialmente al servizio della proiezione di potenza.

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