La rete satellitare di Elon Musk è ormai considerata un’infrastruttura strategica a tutti gli effetti. Dopo l’uso decisivo in Ucraina, Cina e Russia stanno sviluppando tecnologie per disturbare, infiltrare o disattivare Starlink, aprendo un nuovo capitolo nella guerra cibernetica orbitale.
Starlink, da servizio civile a asset strategico militare
Lanciata da SpaceX con l’obiettivo di portare internet ad alta velocità anche nelle zone più remote del pianeta, la costellazione satellitare Starlink è entrata dritta nel cuore del conflitto in Ucraina. Fin dall’inizio dell’invasione russa nel 2022, il sistema è stato impiegato per garantire le comunicazioni critiche delle forze armate ucraine, resistendo a interruzioni delle infrastrutture terrestri e jamming radio.
L’utilizzo in contesto bellico ha trasformato Starlink da piattaforma commerciale a componente chiave della rete militare moderna, attirando l’attenzione — e le minacce — di attori ostili come Mosca e Pechino. Il Rapporto 2025 della Secure World Foundation (SWF) sulle capacità anti-spaziali globali lo conferma: Cina e Russia stanno sviluppando contromisure esplicite contro le costellazioni LEO (Low Earth Orbit) occidentali.
Da Mosca interferenze, malware e attacchi ai terminali
La Russia possiede una lunga tradizione di operazioni di guerra elettronica e cibernetica applicate al dominio spaziale. L’attacco al satellite KA-SAT di Viasat, lanciato nelle ore precedenti all’invasione dell’Ucraina, è stato un chiaro segnale delle capacità del Cremlino. Quell’azione ha compromesso comunicazioni critiche militari e civili in tutta l’Europa orientale.
Secondo il report SWF, Mosca dispone oggi di: sistemi mobili per il jamming di segnali satellitari, capacità di infiltrazione via malware su infrastrutture di terra, tecnologie per interferenze sulla rete dati, tramite manipolazioni nei centri di controllo o nei canali di aggiornamento software.
Pechino e la paura della superiorità spaziale americana
Anche la Cina vede in Starlink uno strumento di “egemonia spaziale” statunitense. Secondo il pensiero militare cinese, le costellazioni LEO americane possono essere usate in vari modi: dal coordinamento di droni autonomi alla trasmissione di intelligence in tempo reale, fino alla navigazione di missili ipersonici o munizioni teleguidate.
Pechino sta investendo in un approccio integrato tra guerra elettronica e guerra cibernetica, con capacità che includono attacchi informatici contro i satelliti, spoofing dei segnali, intercettazione dati e manipolazione dei terminali di accesso.
Uno studio pubblicato nel 2022, da ricercatori cinesi, si proponeva esplicitamente lo sviluppo di un sistema per “disabilitare o distruggere” le costellazioni come Starlink, con metodi sia “hard kill” (armi fisiche) sia “soft kill” (attacchi informatici).
Costellazioni satellitari e la neutralità compromessa
La crescente interconnessione tra settore civile e militare sta mettendo in crisi la distinzione tra uso pacifico dello spazio e scopi bellici. Starlink è solo la punta dell’iceberg: Amazon (Project Kuiper), OneWeb e la Cina stessa con la sua mega-costellazione G60 stanno accelerando su progetti analoghi.
Di fronte a ciò, emerge un paradosso: le costellazioni commerciali, pur nate con scopi civili, diventano target militari legittimi se impiegate nei conflitti.



