La proposta di legge europea per regolare lo Spazio, denominata Space Act, bocciata sonoramente dal Dipartimento di Stato Usa, secondo cui la nuova legge pone un peso eccessivo “oneri regolatori inaccettabili” sulle spalle delle compagnie americane.
La proposta di legge europea per regolare lo Spazio, denominata Space Act, bocciata sonoramente dal Dipartimento di Stato Susa, secondo cui la nuova legge pone un peso eccessivo “oneri regolatori inaccettabili” sulle spalle delle compagnie americane.
Lo scrive Politico.eu riportando in sintesi la risposta del Dipartimento di Stato Usa alla consultazione pubblica sulla proposta di Space Act da parte della Ue.
Gli Usa accusano la Ue di prendere di mira le aziende spaziali americane tramite questa legge, aggiungendo che le regole “sembrano disegnate specificamente” contro le imprese americane “unicamente per le loro dimensioni, importanza e successi nell’innovazione… tali regolamentazioni ingiuste e ingiustificate sono inaccettabili per gli Stati Uniti e devono essere rimosse”.
Premessa: legge in vigore nel 2030 e nel frattempo nessun vincolo (nemmeno con Starlink)
Non essendo (ancora) in vigore EU Space Act (che sarà operativo nel 2030) nel breve termine l’Italia ha margine per sottoscrivere accordi con Starlink anche se sul lungo termine dovrà adattarsi ai requisiti futuri; altrimenti rischia di non essere conforme, con possibili sanzioni o problemi regolamentari.
Bisogna Ricordare però che Starlink vende servizi, IRIS 2 invece è un progetto co-finanziato anche da Italia (insomma non mescoliamo le mele con le pere).
Alla fine vale la risposta data alla Space Conference di Bruxelles a Key4biz dal commissario Ue alla Difesa Kubilius: “Accordo governo italiano-Starlink? Non sono affari dell’Ue”.



